polarità

venerdì 10 maggio 2013

Preghiera degli SposiAmanti





Gli intenti si uniscono…
L’amore è sempre lì presente, da sempre, nel mio cuore, nel tuo cuore, nel cuore dell’Universo…
E useremo i momenti di dolore per ricordarci questo, non per celebrarne l’assenza.

Insieme impareremo ad essere più consapevoli che…

Quando la mia anima è nella morsa della paura, non ti sto amando…
Che quando vedo le mie ferite e non le accetto,  non sto accettando le tue…
Quando non vedo la Luce che sgorga dalla tua Mente e dal tuo Cuore, i miei occhi sono nella nebbia.
Perdonami se non riuscirò sempre a vederti come l’ Amore ti ha creato!
Perdonami per tutto questo,  già sin da ora… sappi che accadrà ogni giorno, ogni momento… ma non mancherà mai la forza per andare oltre.

Così impareremo ad essere sempre più consapevoli che…

Ogni giorno, ogni attimo, avrò la possibilità di vederti come il Dono Eterno che Dio mi ha fatto… il dono di salvezza l’uno per l’altra, e insieme il Dono di Luce per il mondo.
Più il nostro cuore uscirà dai confini dell’ego, più libereremo l’umanità dalle catene della paura.
Così, mentre celebro la Vita che vive in me, sto onorando il Luogo Sacro che risiede in Te,
E mentre insieme celebriamo la Vita dell’Amore che vive in noi, onoriamo la Vita che vive in ogni fratello, in ogni cuore, fino al centro dell’Universo!


                                                                    Elisabetta Paparoni


lunedì 8 aprile 2013

Le 6 fasi del cambiamento




L'esigenza di cambiamento è insita nella nostra natura umana.
Basta semplicemente osservare il pianeta Terra ove ci troviamo, per affermare che il cambiamento rappresenta una costante

Parlerò del cambiamento in termini generali ma che riguarda sia una direzione orizzontale,nel mondo, sia una direzione verticale, col Mondo Superiore. I vari passi che descriverò sono applicabili e riferibili ad entrambi  i mondi, ad entrambe le dimensioni, poiché non c'è vera crescita e cambiamento in un senso se non vi è anche nell'altro.

Il termine cambiare viene inteso in questo post come sinonimo di crescita, dato che qui sostengo che non ci siano le condizioni per una decrescita dato che la dimensione materiale è l'ultimo stadio di involuzione, come un fondo di un pozzo, dal quale non rimane altro che risalire.
Dover cambiare, rompere degli schemi abitudinari, modificare dei comportamenti e dei punti di vista , solitamente viene percepito come pericoloso per sé, come una minaccia che rischia di far perdere un certo tipo di equilibrio. Equilibrio per molti vuol dire barcamenarsi tra due estremi, senza che questo necessariamente permetta di vivere in modo piacevole e sereno, ma spendere energie in modo da non toccare gli eccessi pur avvicinandosi troppo spesso ad essi ma con la giusta attenzione nell'evitare la strage e nello stesso tempo nell'evitare il centro e cioè la stabilità. Questo tipo di equilibrio ha come riferimento, "non commettere cose per cui pentirsi",oppure "cercare di non scoppiare" e non invece " voglio vivere con la pace nel cuore e nella mente" riferimento rappresentato dal mezzo (metà).

La paura è la solita componente che impedisce un cambiamento!
 Provate a misurarla da 0 a 10 nella vostra situazione di vita!

La paura come senso di perdita di identità, senso di perdere qualcosa con cui ci identifichiamo, e noi siamo molti bravi ad identificarci con le false idee che possiamo tranquillamente chiamare "rifiuti". Ebbene ci attacchiamo ai rifiuti e li custodiamo gelosamente, perché affermiamo il diritto di proprietà su di essi, che  ci hanno nutrito e ci hanno detto chi siamo; quindi ,come si potrebbe tradire la fedeltà che abbiamo giurato loro?
E per non vederli bene, ma bene bene, li ricopriamo di paura li avvolgiamo con cura così da non scorgerli sul piano della coscienza, e a quella distanza fanno ancora più terrore  perché immaginiamo e filmiamo qualsiasi cosa proprio per il fatto che non sappiamo bene cosa siano, non ci vediamo chiaro e allora quando non si conosce qualcosa per compensazione scatta l'immaginazione perché abbiamo il bisogno di definire/giudicare sempre ciò che deve capitare.

Ecco le 6 fasi  fondamentali che caratterizzano un processo di cambiamento:

1)ACCETTAZIONE: probabilmente questa è una delle fasi più difficili. Se per  prima cosa non accetti ciò che ti sta capitando nella tua vita non puoi muoverti su alcun versante che possa portarti una situazione migliore. Devi accettare te stesso/a , il male che ti stai facendo, le tue debolezze, ciò che non riesci a fare ora, ciò che non sai dire ora, ciò che non puoi cambiare ora. Devi accettare l'altro, il suo comportamento, il suo tradimento, le sue insensibilità, incapacità a comprenderti, ad ascoltarti, a confortati come vorresti tu, devi accettare la sua diversità/immaturità!
Devi accettare la situazione che stai vivendo ora, - non è quella che avrei immaginato, sperato, desiderato, ma ora c'è questo.-  Ora le cose stanno così ... e non a caso  ti trovi qui a dover affrontare tutto questo, ma se credi veramente che tutto ha un senso, allora inizia a pensare che dentro di te c'è tutto ciò che occorre per fronteggiare questa situazione ... e  che ancora, devi accettare di non sapere come!

2)RICONOSCIMENTO: mentre stai accettando, ti stai accorgendo di riconoscere quello che ti sta capitando come qualcosa di tuo , che in qualche modo ha  a che fare con te; lo ri-conosci ! Riconosci che gli eventi che hanno generato la situazione hanno a che fare con le tue scelte di un passato, hanno a che fare con alcune convinzioni di cui non ti sei ancora liberato/a che hai su di te e sugli altri. Riconosci le tue responsabilità e quelle dell'altro, riconosci le debolezze e le difficoltà che non potevano essere sanate e modificate, riconosci che eri arrivato sino a lì come l'altro e che non si poteva fare diversamente, non c'erano le possibilità per apprendere altro ed imparare a fare come si avrebbe voluto ora. Riconosci il tuo non-sapere, le tue false percezioni, le occasioni non colte, le sviste e i castelli in aria costruiti con cura. Riconosci i tuoi bisogni non ascoltati che ti hanno condotto fino a qui, ma riconosci nello stesso tempo tutto il tuo potenziale e tutte le tue risorse per poterli soddisfare al meglio con autenticità e amore vero.

3)ACCOGLIENZA: tutto questo fin qui , va accolto! Ti devi accogliere, devi fare spazio dentro di te, per custodirti, serbarti, coccolarti così come sei ora e con tutta la situazione che vivi ora. Accoglienza è apertura, apertura del tuo cuore e della tua mente verso di te e quindi verso l'altro. Apertura a sentire tutto quello che emerge senza giudicarlo come pericoloso, far entrare ciò che si è accettato e riconosciuto. - Dentro di me c'è così tanto posto da contenere e accogliere, che io stesso non posso immaginare. Ciò che accolgo ora nella mia vita mi porterà su nuove strade ancora da percorrere, su nuove visioni del mondo e degli altri, su nuove percezioni . Accolgo e non in ultimo, l'umano dolore che da tutto questo può scaturire, il dolore per le ferite che porto, per come sono accadute alcune cose, per come si sono sviluppate alcune relazioni, il dolore per  i disagi che mi sono procurato e che non sono riuscito ad evitare. Accolgo le lacrime ,la rabbia, la delusione, la frustrazione perché delle volte non ne posso più, accolgo tutti gli sbalzi di umore e il mio non-amore verso me e verso Dio. - 

4) COMPRENSIONE: Ecco , ora cominciano ad accendersi le lampade della consapevolezza, ora comprendo nella mente, nel cuore, nel corpo come mai le cose si sono sviluppate in questo modo e come sono arrivato/a oggi a vivere queste situazioni difficili! Ora com-prendo, ora sto incorporando dentro di me tutte le dinamiche,le motivazioni mie e dell'altro, che mi hanno portato fin qui. Comprendo quel mio stato d'animo di allora, comprendo perché pronunciai quelle parole e feci quelle scelte ... Comprendo che il giudicare mi ha rovinato la vita; il continuo giudizio su chi sono io e chi è l'altro e che cosa debbano essere le  situazioni ha esattamente fatto accadere tutte le cose che temevo e che giudicavo temibili. Ho compreso che se mi difendo richiamo il nemico e le difficoltà, e così ho compreso che nella fiducia e nella tranquillità esso non esiste più.Ora ci sono, la luce comincia ad irradiare i suoi raggi di saggezza, il puzzle della mia vita è sempre più chiaro, ho ricostruito la mia famiglia interiore, ora ho confidenza con i miei aspetti femminili, li comprendo così come sono e comprendo le loro origini, così quelli maschili, ora so da dove vengono e li sento vibrare! Comprendo di vivere e di pulsare e inizio a sentire dentro di me questo flusso di energia vitale che mi pervade . Ora ci sono ... per me e con me! 

5) DISTACCO/LASCIARE ANDARE : dopo aver accettato, riconosciuto, accolto e compreso sento che posso lasciare andare il vecchio e fare spazio a nuovi cambiamenti, a nuove convinzioni,parole,gesti, a nuove scelte. Adesso, dopo aver deposto le armi che riconosco solo ora che non servivano ad altro che per combattere  me stesso/a, posso lasciare scorrere la vita, posso mollare quell'eccesso di controllo e affidarmi, abbandonarmi alla mia Guida, a quel sostegno che ho sempre cercato e desiderato . Ora come un/a bambino/a posso chiedere tutto quello di cui ho bisogno, posso ascoltare le risposte alle mie domande, mi posso permettere di essere supportato/a per affacciarmi al non-conosciuto e assaporarlo. 
Ho lasciato andare il giudizio che non mi faceva scorgere nuove possibilità, non giudico più come dovrebbero andare le cose, ma le lascio fluire ... Ora mi sono liberato/a di un enorme peso, è come aver partorito una nuova coscienza di me stesso/a ,essere rinati ed esposti a una nuova vita.


6)APPRENDERE LA LEZIONE: ora, è importante che io sappia cosa sto lasciando andare, cosa da cui mi sto distaccando altrimenti non potrò riconoscerlo per evitarlo e non sceglierlo più in futuro. E questo fa parte del processo di cambiamento, apprendere ciò che non si sapeva fare prima. Imparare cose nuove è possibile. Adesso ho compreso qual era il tassello che dovevo incorporare ,  quella lacuna nella mia consapevolezza che doveva essere compensata e ho scoperto che posso perdonare me stesso/a e gli altri per qualsiasi cosa sia accaduta.   La lettura del mondo è cambiata, ho imparato a per-donare, a vedere con gli occhi dell'amore nonostante altre difficoltà  possano arrivare, ora so che posso riuscire e che non sono solo/a. Ho imparato ad andare oltre le barricate della paura e dell'odio ... ora vedo solo AMORE.

Tutto questo è il processo che mi conduce al PERDONO ...
Allora la parola cambiamento può essere sinonimo di Perdono?

Può esserlo. 
Ma solo l'esperienza e una prova carnale ti narrerà tutto questo.



venerdì 8 marzo 2013

Lettera al tuo Bambino Interiore !



Cari Bambini, in questo post potrete trovare alcune modalità mediante le quali andare a soddisfare quelle richieste ancora aperte del vostro Bambino Interiore.

Quali sono i suoi bisogni?

- Ascoltato
- Accudito
- Riconosciuto
- Confermato
- Guidato
- Sostenuto
Con questi bisogni risolti il Bambino si sentirà libero di esprimere ciò che sente e pensa, la sua capacità di abbandono e fiducia sarà notevole, la sua gioia inesprimibile!

Ognuno di noi dovrà poi da adulto provvedere a questi bisogni perché il nostro Bambino non finisce con la fase dell'infanzia ma resta dentro di noi per sempre, e i disagi che ha vissuto durante l'infanzia dovranno essere risolti dall'adulto che siamo diventati in sostituzione di quello che i suoi genitori non sono riusciti a fare. 
L'infanzia è l'infanzia dell'anima che deve essere educata a ricordare come si ama, come l'amore si può ricevere e dare, il suo ego è molto forte e non la porta a vedere le difficoltà che gli altri possono avere e che magari sono causa del suo malessere. 
Il Bambino deve crescere, anche se così piccolo sapeva bene come farsi del male, sapeva chiedere senza dare, fare il muso e non parlare.
 Il Bambino aveva bisogno di tanto amore che non gliene è  stato concesso a sufficienza per risparmiarsi del dolore.

Ma ora, e solo ora, possiamo portare tutto quell'amore e quell'accudimento necessario al nostro Bambino sì da liberarlo dai sensi di colpa, dai pesanti fardelli che cammin facendo ha caricato sul suo cuore.

Esercizio n.° 1

- Cercate una foto del vostro bambino , un'immagine del passato che corrisponde in questo momento alla percezione che avete di lui. 
Ci parlate, conversate e la tenete con voi ovunque andrete!
Questo è già un aprire un contatto che vi condurrà al secondo esercizio ...

- Es.n° 2

Scrivete una lettera al vostro Bambino, facendo parlare anche lui:
nella lettera iniziate ad esprimere ciò che passa in quel momento, aprite questo canale di comunicazione e lasciate che fluiscano le parole le emozioni e le sensazioni, dite tutto quello che ancora non avete espresso e non avete detto a nessuno. 
L'adulto parla al Bambino e lo rassicurerà che si prenderà cura di lui in tutti i suoi bisogni , che il Bambino stesso comunicherà all'adulto, pertanto se non sapete bene quali sono le sue esigenze glielo chiedete, gli cedete la penna e lui vi risponderà. 
Rabbia e tristezza si rincorreranno, sensi di abbandono e non-amore, chiusura e attacco hanno giocato un ruolo importante nella difesa, per paura di essere ferito ancora. Ascoltatelo mentre vi racconta tutte queste cose, e sostenetelo poiché si sentirà troppo fragile per continuare, e lui ancora non sa che ora non è solo. 

Ci siete voi ...

Dopo la tempesta e i fiumi in piena, ora portate lo Spirito Consolatore al vostro Bambino, ristoratelo con parole vive d'amore e di gioia, colmatelo di allegria e di spensieratezza perché mentre lui soffriva, l'Amore non lo aveva abbandonato, ma lui non poteva sapere e per questo che ora ci siete voi adulti che lo rassicurerete e gli farete sentire il potere dell'accoglienza e della vostra presenza silenziosa.
Lui dovrà percepire nel profondo che si lì a proteggerlo e difenderlo, non deve più nascondersi, né diffidare perché sarà accompagnato dalla sua guida e dalle intuizioni del suo adulto. Si farà portare anche se non sa dove andrà perché non è più solo ma con un amico fedele; ora può riposare e fare pensieri leggeri, liberi ed essere spontaneo e innocente come è sempre stato!

L'adulto accetterà il compito di mostrare al mondo la luce, la purezza e l'innocenza del suo Bambino che finalmente non ha più paura di percorrere la strada che porta alla verità. 

Dopo questa lettera, prendetevi un momento dolce e leggero per voi, coccolatevi con qualsiasi cosa vi venga in mente purché sia una coccola. 
Abbracciatevi e davanti allo specchio vi dichiarate per tre volte, guardandovi negli occhi, il vostro amore:   
Ti Amo!!! Ti Amo !!! Ti Amo !!!

e condividete questa bella esperienza !!!

Piccole cose!

 Con gioia vi saluto!

Elis



venerdì 4 gennaio 2013

Come fare per non essere "troppo buoni" ed evitare di arrabbiarsi per questo?



Perché l'immagine di un albero?

Un albero può essere un esempio di FERMEZZA , che non vuol dire essere "stronzi", (scusate il termine) ma essere fermi e rispettare ciò che si percepisce come buono per sé in quel momento al proprio interno.
Essere buoni, riguarda la virtù della Bontà e tutto vuol dire meno che farsi del male o sacrificarsi per gli altri.

L'albero è fermo nelle sue posizioni, puoi sbatterci la testa quanto vuoi ma lui non si sposta, sei tu che ti devi chiedere, come mai ho scelto di sbatterci la testa!
Ed è anche buono, poiché ci dona  frutti e ossigeno ...

Essere "troppo buoni " è altro dalla bontà, possiamo definire questo stato come " essere cedevoli", "non-fermi". Assumere un atteggiamento "cedevole" e un po' accondiscendente provoca rabbia alla persona stessa che prima aveva deciso o detto di "no" ad una situazione e poi per condizionamenti esterni modifica subito idea e sceglie per il "si". 
Questa indecisione interna e insicurezza sul fatto di ascoltarsi oppure no conduce inevitabilmente ad un conflitto con se stessi, la rabbia rinforza quell'aspetto negativo di sé accusandosi di non essere forti, sicuri, decisi e altro ancora.
Questo atteggiamento può portare anche a gettare le responsabilità sugli altri: - sono gli altri che mi influenzano negativamente e non mi rispettano! - , o può condurre ad un atteggiamento sempre di più passivo o aggressivo nei confronti degli altri con possibile chiusura data dalla rinuncia  alla fiducia  nelle relazioni e in se stessi.

Ma, cerchiamo di andare in profondità per toccare alcune possibili cause mentali, che possono riguardare alcune convinzioni sconvenienti che scatenano questo meccanismo di rinuncia all'ascolto di  se stessi. 
Paura di dire di no :

- 1) Se dico di no, offendo l'altro : PAURA DI LEDERE E FARE DEL MALE AGLI ALTRI ...

- 2) Se dico di no, HO PAURA DI RIMANERE DA SOLO E NON ESSERE PIU' STIMATO,     CONSIDERATO , APPROVATO; paura di essere abbandonato perché dire di no è percepito come un attacco .. 

- 3)Se rimango fermo delle mie idee: PAURA DI ESSERE GIUDICATO NEGATIVAMENTE E ROVINARE LA MIA REPUTAZIONE ...

- 4) Se affermo ciò che sento, PAURA DI ESSERE AGGREDITO E CHE QUALCUNO MI FACCIA DEL MALE (vedere rapporto con il polo maschile)...

Ora, andiamo a trasformare positivamente queste false convinzioni !

Innanzitutto cercate la paura che vi appartiene di più insieme alla falsa convinzione e poi scrivetele su un foglio per metà e dall'altra parte la soluzione ad esse, l'espressione in positivo.

Lo facciamo insieme ...

1) Esprimere ciò che sento non può ledere nessuno, ma è benefico per me! Un'idea, una sensazione personale non può ferire, a meno che l'altro non la voglia utilizzare in questo modo per sé. E per questo rispetto la scelta dell'altro ...
Saper tenere un atteggiamento di fermezza, vuol dire aver allontanato la rabbia poiché la libertà della mia vita è solo nelle mie mani e nessuno ha il potere di decidere e gestirla per me. Posso essere fermo e forte senza avere il bisogno di essere aggressivo. L'aggressività lede, la fermezza no .... (guardiamo l'albero!)

2) Se dopo aver assunto un atteggiamento fermo alcune relazioni si sfalderanno, vorrà dire che quelle persone avevano lo stesso mio problema o non mi rispettavano, mi attirerò così altre relazioni dove la fermezza sarà sinonimo di autenticità, di libertà di espressione e di rispetto profondo. Non posso mai essere solo, dato che un maggior benessere interiore mi permetterà di sentirmi parte del Tutto e di attirare persone simili a me o che avranno bisogno di imparare ciò ho già appreso e di condividere le mie/loro esperienze.

3) E' importante ciò che io penso di me, e non ciò che gli altri pensano di me, dato che il fuori è un riflesso del dentro. Comincio non a giudicarmi né positivamente né negativamente, ma a vedere se ciò che penso mi porta pace, se vivo esperienze di pace profonda e che gli altri mi rimandano poiché ne beneficiano. Essere fermi conduce a maggiore pace interna, che vuol dire aver mollato l'idea di cercare di essere importanti per gli altri e per il mondo, ma sentire l'importanza del proprio benessere che è importante e utile  per il mondo.

4) Se c'è qualcuno che ha il potere di attaccarmi, quello sono io, e lo faccio in modo mascherato attraverso gli altri e le situazioni. La FERMEZZA non ha a che fare con l'aggressività e l'arroganza, né con l'autorità,  ma è un atteggiamento pacifico, di rispetto per sé stessi, per il proprio modo di essere,fare,pensare e di conseguenza per gli altri. Ho il diritto di esprimere dissenso per ciò che non condivido, che non è mancanza di rispetto ma semplicemente ammettere ciò che non si è disposti a condividere e accettare per sé. Ho tutto il coraggio per rompere la corazza che le mie convinzioni limitanti mi hanno fatto crede di avere, e posso uscire nel mondo libero di esprimere ciò che sento. La fermezza è libertà e autenticità e ciò è attaccabile solo da illusioni che però non sono reali e quindi inesistenti.

La parola FERMEZZA fa rima con DOLCEZZA e GENTILEZZA !

Bene, per ora possiamo accontentarci di questo!

Sciolte queste false convinzioni la rabbia se ne va e più imparo ad ascoltarmi e rimanere fermo/fedele a ciò che sento/penso, più ciò avverrà in modo naturale e sereno.


Buon lavoro a voi tutti!

Elisabetta 

lunedì 24 dicembre 2012

Felice Natale e un gioioso 2013



La purezza di Maria, di Giuseppe e del Bambinello appartengono allo Spirito, alla mente e non al corpo!

L'innocenza e l'assenza del peccato sono elementi con cui siamo stati creati, e anch'esse ci appartengono!

La Nascita, in verità è già avvenuta, la nascita del Cristo in noi, della luce che non si spegne mai della santità del Santo Figlio di Dio e della gloria con la quale il Padre lo ha rivestito.

Non lo ricordiamo, ma è già tutto come deve essere e come nostro Padre ci ha creati.

Il risveglio è nel ricordare la Nuova Identità che dimora da sempre in Lui, e che non ne esiste un'altra al di fuori di Lui!
Lo spazio-tempo è la copertura che abbiamo messo sopra questa verità
la quale nel Qui-Ed-Ora può rifulgere con tutta l'intensità che ha.

L'augurio è di abbandonare le illusioni di follia che non ci fanno credere che sia possibile tutto questo.
L'augurio è di sperimentare la verità nel corpo e nella quotidianità!

L'augurio di sentirsi Figli come siamo stati creati (e non immaginati dall'ego) 
Figli di un Padre che non ha mai smesso di nutrirci con il Suo travolgente e avvolgente Amore 
di cui ogni attimo e ogni respiro ne è intriso!

Copiose Benedizioni a Voi !!!

Elisabetta

martedì 4 dicembre 2012

Influenza,mal di gola e raffreddore ! Ma cosa c'è dietro a tutto questo?

Brrrrrrrr ...... Che freddo?

Ma nonostante ci "imbacucchiamo" dalla testa ai piedi siamo piuttosto bravi a far entrare qualche ospite non gradito che ci costringe ad un riposo forzato , a richieste di cure e  accudimento e perché no... anche di coccole!!!

Andiamo a vedere un po' quale stato mentale si cela dietro i fazzoletti da soffiare. Il mio riferimento è sempre il  libro "Malattia come simbolo" del caro dottor Rudigher Dahlke, dal quale estrarrò i punti salienti di questi disturbi.

Mal di gola: la gola sta per assunzione, collegamento,comunicazione, incorporare. C'è un conflitto intorno alla zona di passaggio che porta verso l'interno; insurrezione nei posti di polizia (tonsille) che custodiscono la porta stretta. L'inghiottire provoca dolore e viene rifiutato, non si è più disposti ad accettare (ingoiare) tutto. Aver mandato giù troppe cose inespresse.

Elaborazione: portare il conflitto a livello consapevole, imparare a dire di no, di non voler accettare tutto. Il dolore nell'ingoiare troppe cose , bocconi amari, verità spiacevoli , si può trasformare in forza per muovere le situazioni in modo diverso, magari cominciare a comunicare ciò che fino a ieri non  si aveva il coraggio di fare, come le proprie emozioni  e sensazioni direttamente all'interessato. Imparare ad esprimere ciò che si sente, per darsi la possibilità di essere sempre più autentici e se stessi.
Nello stesso tempo fare un lavoro di discernimento riguardo ciò che si vuole mandare giù; essere prudenti e non ingoiare qualsiasi cosa capiti in modo acritico o perché "fan tutti così ...." o perché " lo dice il dottore!" , ma posso scegliere cosa incorporare e cosa lasciare andare senza pensare che lasciare andare sia offesa per qualcuno o sia spiacevole, bensì un diritto !

Raffreddore: il naso sta per potere, orgoglio,sessualità. Non è il freddo che fa ammalare, è l'uomo che piuttosto si raffredda! Alcune situazioni di vita possono lasciare indifferenti, senza entusiasmo , e per questo che si inscena il ritiro dalle situazioni di crisi della vita quotidiana. Costruire dei baluardi di difesa con i fazzoletti di carta, "non ti avvicinare che ho il raffreddore!!!" , allontanarsi dagli altri e dalle situazioni. Desiderio di "infilarsi sotto le coperte",non-sentire più nulla (naso chiuso) e nessuno (orecchie tappate), la comunicazione si riduce. Essendo collegato al 1° chakra può essere causa anche di insicurezza e confusione legate alle questioni  lavoro,casa,denaro, madre, nutrimento.

Elaborazione: Prendere coscienza di ciò che ci lascia freddi per cui non proviamo entusiasmo , lasciarsi eccitare invece di diventare vittime degli agenti esterni. Procurarsi uno spazio in cui ritirarsi consapevolmente per trovare un nuovo contatto con se stessi e avere una maggiore centratura. Sapersi bilanciare tra la vita solitaria e la socialità senza utilizzare la malattia per questo. Fluire di nuovo con la vita , prepararsi ai cambiamenti (come nei cambi di stagione primavera-autunno in cui si è più soggetti al raffreddore) attraverso rituali di purificazione invece che espettorare come forma di pulizia. Elaborare da cosa ci vogliamo nascondere  e ritirare, per poi  ritrovare nuova energia, essere "fuoco e fiamme" per risolvere i problemi presenti  e viversi l'entusiasmo fino in fondo. 
Lasciar fluire la vita, anziché il naso!

Bene, questi sono i riferimenti che risaltano di più e con i quali si può provare maggiori risonanze.

Quindi se non volete passare le feste prossime a letto, armatevi di coraggio e affrontate le situazioni sia interne a voi stessi, senza avere paura del silenzio, ed esterne a voi , liberi di esporvi al mondo così come siete. Proviamo a vedere i nostri "amici" virus non tanto come intrusi e inopportuni ma come ospiti che vengono legittimamente a trovarci per averli semplicemente invitati! 

E come ciò avviene ( inconsapevolezza volontaria) lo sappiamo benissimo !!!

Buona guarigione a Voi !!!

Elisabetta

domenica 4 novembre 2012

Che rapporto hai con i tuoi piedi ? sono a terra o in aria?


Eccoci a parlare di un'altra parte del corpo piuttosto importante.
Un rapporto sicuramente da recuperare e che gli orientali ci insegnano!

Quante volte li massaggi in una settimana?
 e i pediluvi con acqua molto calda?

Bene, iniziamo con il loro significato simbolico:
comprensione, fermezza, stabilità, costanza, persistenza, umiltà, radicamento, essere legati alla propria terra, contatto con la madre terra; accogliere l'amore materno.(Malattia come simbolo-R.Dahlke-ed.Mediterranee pag.69)

I piedi rappresentano il nostro avanzare nella vita,le dita verso il futuro.
L'alluce: rappresenta la nostra personalità
L'indice: rappresenta la direzione nella quale intendiamo andare
Il medio: è collegato alla sessualità,al piacere e alla creatività
L'anulare:riguarda l'affettività,il legame con i genitori e con il partner
Il mignolo:rappresenta l'ascolto interiore.
(Metamedicina-Ogni sintomo è un messaggio-C.Rainville-ed.Amrita,pag237)






E come già sappiamo sotto la pianta del piede e sopra, c'è tutta la mappa dei vari organi e delle parti del corpo. Essendo la parte del corpo più lontana dalla testa è forse per questo che ce la dimentichiamo ,anche se sappiamo benissimo che senza il lavoro dei nostri piedi non potremmo sicuramente recarci ove desideriamo e realizzare i nostri progetti.

Ora che cosa vuol dire sentire i propri piedi?

Vuol dire sentire il radicamento a terra. Vuol dire essere pienamente protagonisti della propria vita e percepire il sostentamento/nutrimento e il sostegno che la terra offre.
Il significato simbolico del nostro rapporto con la terra (1° chakra) si riferisce al nostro rapporto con le radici/genitori; il rapporto con la madre , la creatività, la sessualità, la sicurezza materiale (che si riferisce sempre a quella affettiva) per cui la casa, il lavoro,il denaro e ciò che dà nutrimento !

Come percepite il contatto fisico dei vostri piedi con il suolo? 

Potete farlo direttamente o visualizzare il suolo come vi sembra in questa fase della vostra vita, e descrivere le vostre sensazioni!
Le sensazioni possono cambiare in base al suolo, sabbia,terra, erba , roccia ... 

Di quale suolo avete bisogno in questo momento? 
Preferite il morbido?
Avete avuto una madre troppo rigida, o se vi ha offerto della morbidezza e del contatto questi non vi sono bastati e la richiesta è ancora aperta, o attraversate un periodo troppo faticoso e credete di non potervi concedere del rilassamento e dell'accudimento?

Oppure avete bisogno di un terreno stabile, duro perché nella vostra famiglia d'origine c'era poca stabilità e concretezza, poca fermezza,o perché avete spesso paura di buttarvi nelle scelte e quindi vi serve una forte spinta e sostegno per questo ?

Questi sono solo alcuni spunti che possono agevolare la consapevolezza dei propri bisogni che riguardano anche quello più radicale dell'accettazione. Se non mi sento accettato così come sono non mi permetto di conseguenza di gioire e prendere il nutrimento che la terra/vita mi offre sempre. Il mio rifiuto mi fa credere che per me non ci sia del nutrimento o che non sia giusto e adeguato alle mie richieste. Se non mi permetto di armonizzare questa parte del corpo che rappresenta il polo femminile, è probabile che darò sfogo al mondo delle fantasie, al mentale, ai progetti senza realizzazione, ad un rapporto con il sole/maschile non-concreto e fuggevole ma fatto di illusioni. 
Accettazione è anche imparare ad accettare le situazioni, gli altri e gli eventi; l'accettazione è l'anticamera dell'umiltà, che non è umiliazione mettersi sotto i piedi di qualcuno, ma collaborazione con la vita, ascolto della vita, mi metto da parte e ascolto Chi ne sa più di me !

Naturalmente anche la forma dei nostri piedi, oltre alle patologie correlate, racconta le caratteristiche del nostro modo di essere al mondo, come ad esempio:
i piedi piatti: il soggetto scivola su una superficie piatta come se stesse pattinando, senza riuscire a trovare stabilità e a fermarsi. Spesso questo dato si riflette in una vita libera, priva di radici.
i piedi pesanti: incollati al suolo, sono persone fidate e costanti,giudiziose ma i loro piedi impediscono di raggiungere l'aereo mondo del pensiero, dove la spontaneità e creatività sono di casa.
l'andatura in punta di piedi:è la variante naturale delle scarpe con i tacchi alti;mancanza di stabilità. Queste persone non mettono radici da nessuna parte, per non turbare la loro gaia esistenza (di artisti). Al posto delle radici hanno sogni ambiziosi trascurando l'esistenza materiale.
i piedi artigliati: le dita sono arcuate , a forma di uncino, cercano spasmodicamente un appiglio. Questi piedi parlano di un'esistenza minacciata, di un forte desiderio di trovare un appoggio e di non cedere.
i piedi irrequieti:rivelano la tendenza a correre sempre e per lo più a scappar via. Coloro che ne sono dotati vanno sempre di corsa, ciò nasconde tendenze alla fuga.
stare sui talloni: indica volontà di retrocedere di fronte alla vita e mette al sicuro dai colpi di sfortuna. Nonostante le loro ansiose rassicurazioni, tendono a mutare opinione ogni volta che il vento toglie loro la terra sotto i piedi. (Malattia linguaggio dell'anima-R.Dahlke- ed.Mediterranee,pag302-303)

Ora, dopo alcuni accenni a questo argomento di oggi, e dopo magari aver consapevolizzato alcuni bisogni, alcuni aspetti da migliorare, un buon auto-massaggio consapevole ogni sera prima di coricarsi di sicuro non guasta. Può essere sufficiente il semplice contatto e lasciarsi andare in esso ascoltando le parti che attirano di più la vostra attenzione,anche attraverso il dolore.
Parlate con i vostri piedi e ringraziateli del lavoro che svolgono per voi !

Come sempre la verità si trova nel mezzo; e nel mezzo del nostro corpo c'è il diaframma/plesso solare che divide il mondo di sotto/femminile dal mondo di sopra/maschile. Ciò vuol dire che radicare i miei piedi a terra come una grande quercia mi permette di elevarmi sopra i cieli e sentirmi presente a me stesso, e la presenza , la forza , il potere personale lo percepisco nel mezzo, al centro (essere centrati) proprio nel plesso solare, il nostro vero cervello, ed è per questo che una semplice pratica come i massaggi o dei pediluvi aiutano a rilassare la mente e a ristabilire un senso generale di benessere.

Dalla terra traggo l'energia  che grazie al suo flusso, come un fiume al contrario, andrà ad irrorare tutti i centri vitali che mi permetteranno di portare i frutti (in alto) necessari per la continuazione della vita.